Rese vini generici: le linee guida FIVI

Il decreto rilancio ha portato le rese dei vini da tavola da 500 qli/ha a 300 qli/ha a far data dal 1/1/2021, fatta salva la possibilità per le Regioni di chiedere la deroga per i Comuni che abbiano precedentemente dichiarato rese maggiori di 300/qli/ha. Lo schema di decreto sulle rese dei vini generici individua i Comuni che potrebbero essere interessati alla deroga: la lista è davvero molto ampia e include territori altamente vocati alla produzione di vini DOC/DOCG, spesso collinari. Abbiamo pertanto richiesto al MIPAAF che limiti la possibilità alle Regioni di chiedere la deroga limitando la stessa ai Comuni dove la produzione dei vini da tavola rappresenti almeno il 15% del totale della produzione di tutto il territorio comunale.

 

La lettera completa

Lucca, 22/10/2020

Oggetto: Osservazioni allo schema di decreto Rese Vini generici del 19 ottobre 2020

Abbiamo preso visione della bozza di decreto in oggetto e della allegata lista dei Comuni potenzialmente interessati. Comprendiamo che in alcune aree ci sia l’esigenza di derogare alla resa dei 300 qli/ha per i vini generici ma siamo preoccupati per un’estensione troppo permissiva della deroga stessa. Soprattutto in
quest’anno, in cui abbiamo investito risorse importanti nelle misure di distillazione di crisi e di riduzione volontaria delle rese e in cui l’Unione Europea sta indirizzando le politiche agricole verso una sempre maggiore sostenibilità, ci sembra che una richiesta così generalizzata della deroga sia del tutto  anacronistica. Ci permettiamo pertanto di sollecitare questo spettabile Ministero ad inserire nel decreto alcune linee guida che aiutino le Regioni ad individuare i Comuni che verranno interessati alla deroga. Ci pare pertanto opportuno che, nell’individuazione dei Comuni, si tenga presente, non solo se che ci sia stata una rivendicazione di vino generico di più di 300 qli ha (rivendicazione che andrebbe rapportata alla media degli ultimi 5 anni) ma soprattutto che in detti Comuni il vino generico rappresenti almeno il 15% del totale denunciato nelle denunce di produzione. Dalla lista dei Comuni indicati nell’allegato ci pare, infatti, che molti territori siano per lo più interessati a produzioni doc e igt e che il vino generico sia quasi inesistente.

Cordiali Saluti,

Matilde Poggi

Presidente FIVI

< News & Eventi