Richiesta di proroga per l’applicazione dell’etichetta ambientale

Il 5 febbraio scorso FIVI ha scritto al Ministero dell’Ambiente per richiedere la proroga di almeno due anni e alcuni chiarimenti in merito alla norma sull’etichettatura ambientale, secondo la quale deve essere indicato in etichetta sia il codice alfanumerico del materiale che le relative informazioni utili al consumatore per la raccolta differenziata.

Ecco l’istanza completa:

La scrivente Federazione Italiana dei Vignaioli indipendenti (FIVI) chiede, con la presente, di prorogare l’applicazione delle nuove norme inerenti l’etichettatura ambientale, disciplinate dal decreto legislativo 116/2020.

È infatti emerso che sia fatto obbligo ai produttori di indicare sulle etichette la codifica identificativa alfanumerica del materiale e le informazioni per supportare il consumatore finale alla raccolta differenziata dell’imballaggio (esclusivamente per i prodotti destinati al canale B2C).
Nonostante la sospensione fino al 31 dicembre 2021 degli adempimenti di cui sopra (Decreto 183/2020, art. 15, comma 6), facciamo presente, a questo spettabile ufficio, che:

i. questo obbligo a carico dei produttori non va incontro allo snellimento burocratico previsto dalla l. 120/2020, ma risulta invece appesantire le procedure;
ii. per quanto riguarda il settore vitivinicolo, gli unici elementi che ha senso indicare per il riciclaggio riguardano, oltre i cartoni di imballaggio, la bottiglia, il tappo e la capsula. Evidenziamo, infatti, che una grande difficoltà possa essere rappresentata dalla separazione delle etichette attaccate con colla autoadesiva dal vetro, nonché della parte inferiore del tappo a vite;
iii. infine, i piccoli vignaioli hanno principalmente prodotti destinati al canale B2B e la presenza di etichette diversificate sarebbe un aggravio enorme per i piccoli quantitativi di produzione.

Richiediamo pertanto che:

a. l’applicazione del decreto legislativo sia prorogata di almeno 2 anni, al fine di permettere ai produttori di smaltire le etichette;
b. vengano fatti chiarimenti per quanto riguarda le informazioni da fornire al consumatore in relazione alle difficoltà descritte nel punto ii.;
c. infine, che sia fatto obbligo al produttore di tappi, e non al viticoltore, l’indicazione delle informazioni inerenti al tappo previste dal decreto, essendo un elemento a sé stante, indipendente dalla bottiglia.

Restando a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento o integrazione, si porgono i più̀ cordiali saluti.
Matilde Poggi
Presidente FIVI

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