Possibile modifica delle accise: la Commissione avvia una consultazione pubblica

FIVI ha partecipato alla consultazione pubblica della Commissione europea in merito alle accise sulle bevande alcoliche.

La Commissione, in linea con gli obiettivi del Piano europeo di lotta contro il cancro, intende aumentare il valore minimo delle accise: per quanto riguarda il settore vino, quindi, potrebbe non essere più pari a zero.

Qual è la posizione di FIVI?

  1. Mantenere l’accisa minima del vino pari a zero: come dimostrato dai paesi nordici, un aumento delle accise non comporta una diminuzione del consumo di alcolici. Piuttosto è necessario istituire delle campagne di sensibilizzazione e responsabilizzazione nei confronti dei consumatori, partendo già dalle fasce più giovani.
  2. FIVI è contraria alla possibilità di definire l’accisa sulla base della gradazione alcolica: sarebbe discriminatorio nei confronti di alcuni territori e denominazioni.
  3. Necessità di sostenere gli operatori più piccoli: l’istituzione di uno One Stop Shop per l’assolvimento delle accise (richiesta portata avanti insieme a CEVI). Questo permetterebbe infatti ai piccoli produttori di godere dei benefici del mercato unico, senza essere limitati dagli oneri burocratici, spesso troppo onerosi.
  4. Necessità di recepimento della Dir. 1151/2020, relativa alla possibilità di applicare aliquote ridotte per i piccoli produttori di vino indipendente. Nonostante l’accisa sul vino in Italia sia fissata a zero, il recepimento della direttiva avvantaggerebbe i piccoli produttori nelle vendite a distanza in quei paesi in cui le aliquote sono diverse da zero.
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