Lettera alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen

Oggetto: Misure straordinarie di supporto al settore vitivinicolo europeo

Onerevole Presidente von der Leyen,

La Confederazione Europea dei Vignaioli Indipendenti (CEVI) rappresenta e difende gli interessi dei Vignaioli Indipendenti Europei, che sono a capo di imprese familiari, coltivano la propria vite e producono essi stessi il loro vino. Vendono direttamente il frutto del loro lavoro ai consumatori e danno un contributo sostanziale alle economie nazionali e locali, e sono parte integrante dell’imprenditoria nelle zone rurali.

Circa un anno fa, Vi abbiamo inviato una lettera in cui sottolineavamo le difficoltà che stava affrontando il settore vitivinicolo europeo a causa della situazione pandemica, con la chiusura dei bar, dei ristoranti e degli hotel. Allo stesso tempo, il nostro settore ha dovuto affrontare anche le problematiche causate dalle tariffe statunitensi imposte ai vini spagnoli, francesi e tedeschi, che hanno influito negativamente sulla redditività di quei vignaioli che esportavano negli Stati Uniti. Condanniamo la mancanza di misure straordinarie che la Commissione europea avrebbe dovuto attivare già da tempo.

Infatti, dato che la situazione è rimasta pressoché la stessa, la viticoltura europea sta continuando a subire gli effetti negativi della pandemia, trovando appoggio solo nelle misure emergenziali varate dalla Commissione europea negli atti delegati che consentono la distillazione di crisi e lo stoccaggio privato come misure emergenziali, ma senza un budget adeguato per attuare efficacemente queste misure. Inoltre, le recenti gelate non hanno risparmiato i vignaioli in Francia e in Italia, colpendo in misura più ridotta anche altri Stati membri. Il nostro settore ha bisogno di superare quest’andamento negativo e rilanciare gli investimenti nei vigneti.

Queste condizioni particolari necessitano di misure straordinarie e come CEVI sollecitiamo nuovamente la Commissione europea a proporre valide soluzioni e a sbloccare risorse aggiuntive (al di fuori di quelle riservate ai Programmi nazionali di supporto) al fine di sostenere i vignaioli nei difficili anni a venire.

Più precisamente, i Vignaioli Indipendenti Europei credono che debbano essere attivate le seguenti misure il più velocemente possibile, così da integrare quelle esistenti:

  • Un’estensione del rimborso graduale dei prestiti garantiti forniti a livello degli Stati membri a tutti i settori colpiti dalla crisi. Il limite di tempo per il rimborso dei prestiti è stato fissato a massimo 6 anni dalla Commissione europea nella sua comunicazione sul quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale epidemia di Covid- 19. Sarebbe una vera boccata d’ossigeno se i rimborsi potessero avere una durata maggiore. Infatti, tale estensione aiuterebbe a preservare la situazione finanziaria delle nostre PMI, considerato che i vignaioli indipendenti soffrono attualmente di una mancanza di liquidità a causa del calo delle vendite, legato principalmente alla chiusura del settore Horeca.
  • Un’estensione dei diritti di impianto e reimpianto in scadenza nel 2021 e nel 2022, così come è avvenuto per quelli in scadenza nel 2020, la cui validità è stata prorogata di un anno, considerata la particolare situazione economica, la quale non è cambiata di molto da marzo 2020. I vignaioli europei che sono in possesso di tali autorizzazioni non sono ora in grado di utilizzarle in tali condizioni economiche e con una totale mancanza di prospettiva sulla ripresa economica. Bisogna offrirgli la possibilità di prorogare la loro validità fino a dicembre 2023, così che le autorizzazioni non vadano perse. Questa proroga darebbe ai vignaioli tempo sufficiente per pianificare i nuovi impianti in un periodo più appropriato e quando ci saranno le condizioni per investire. Infine, l’estensione dovrebbe essere garantita senza causare alcuna penalità amministrativa ai vignaioli che decidessero di non godere dei loro diritti di impianto e reimpianto nel 2021 o che non fossero in grado di usufruirne a causa degli effetti negativi sulle loro attività.
  • L’istituzione di un Fondo di compensazione per tutti i vignaioli europei che hanno subito l’introduzione del 25% delle tariffe statunitensi nell’ambito della disputa Airbus-Boeing a livello dell’OCM. Infatti, insieme agli effetti negativi della pandemia, tali tariffe hanno contribuito a ulteriori perdite di fatturato e di quote di mercato, mentre questo conflitto non ci riguarda affatto e come viticoltori europei siamo stati chiaramente presi in ostaggio di questa situazione.
  • Infine, lo sblocco il prima possibile di risorse aggiuntive che sostengano il settore vitivinicolo nei prossimi anni, dato che per la ripartenza sarà fondamentale fare investimenti nei vigneti, mentre ad oggi i vignaioli si stanno concentrando esclusivamente sulla sopravvivenza delle loro attività, utilizzando la distillazione di crisi e lo stoccaggio privato come ultima spiaggia. Abbiamo già richiesto budget aggiuntivo nella nostra lettera precedente, ma non abbiamo mai ricevuto risposta positiva. Desideriamo risollevare tale questione poiché è fondamentale per la ripresa europea del nostro settore e per integrare in modo efficace le misure menzionate sopra.

Tali misure devono essere attuate insieme e il prima possibile così da massimizzare la loro efficacia, in stretta collaborazione con tutti gli attori del settore vitivinicolo europeo per garantire un approccio coerente e comune.

Rimango a vostra completa disposizione per discutere queste soluzioni proposte con i vostri servizi competenti.

Cordiali saluti,

Thomas Montagne – Presidente

Confederazione Europea dei Vignaioli Indipendenti

 

< News & Eventi