Le battaglie di CEVI

Nell’ultimo mese CEVI si è espressa relativamente alla proposta della Commissione europea di aumentare, a partire dal 2031, dall’1% al 2% la superficie vitata che può essere messa a disposizione per la concessione di nuovi impianti, inviando una lettera ad alcuni membri della Commissione e del Parlamento europeo.
Inoltre, a seguito della pubblicazione del Europe’s Beating Cancer Plan, CEVI ha scritto un comunicato sottolineando il suo disaccordo nel classificare tutto l’alcol, senza distinzione, come responsabile di questa grave malattia.

In relazione alla superficie vitata che può essere messa a disposizione, nella lettera CEVI ha sottolineato come questa modifica sarebbe dannosa per il nostro settore, già in grave difficoltà a causa della pandemia. Infatti, potrebbe portare a un aumento di eccedenze produttive, già presenti, con un conseguente impatto a livello commerciale. Inoltre, tale decisione è in netto contrasto con la posizione espressa dal Consiglio e dal Parlamento europeo lo scorso ottobre.

Nel comunicato stampa CEVI ha evidenziato l’importanza di promuovere un uso consapevole e moderato dell’alcol. Il vino, infatti, può entrare a fare parte di uno stile di vita salutare, senza rappresentare un rischio per la salute. Infine, il vino è parte del patrimonio culturale europeo che deve essere protetto (non stigmatizzato) e, allo stesso tempo, consumato in modo responsabile.

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