La lettera inviata in data 12 maggio 2020 ai Ministri Bellanova e Gualtieri

Gentile Ministra Teresa Bellanova,
Gentile Ministro Roberto Gualtieri,

L’attuale emergenza dovuta alla pandemia Covid-19 sta mettendo in grande difficoltà tutta la filiera vino e il settore della somministrazione alimenti e bevande.
Con il proposito di sostenere il settore vitivinicolo e le attività di somministrazione, vorremmo sottoporre alla Vostra attenzione la proposta che segue.
Il primo comma dell’articolo 6 del DPR 633/72 prevede che le cessioni di beni mobili si considerano effettuate nel momento della loro consegna o spedizione.
L’IVA relativa alle cessioni di beni (es. vino) diviene esigibile nel momento in cui le operazioni si considerano effettuate e deve essere versata con le modalità e nei termini stabiliti nel titolo secondo dello stesso DPR 633/72.

Ora, alla luce dell’emergenza Covid-19 che ha portato alla sospensione di tutte le attività di somministrazione, tenuto conto che la loro ripresa ed il loro ritorno a livelli economici pre-pandemia saranno incerti, difficoltosi e lunghi, e considerato che il mercato nazionale del vino si rivolge principalmente a tali attività di somministrazione, la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI), limitatamente alle cessioni di vino ai clienti Horeca, ossia a soggetti passivi Iva che svolgono attività di somministrazione, chiede che, fino al 31/12/2023 ed in deroga a quanto stabilito dall’articolo 6 del DPR 633/72:
– l’IVA relativa alle cessioni di vino sia esigibile al momento dell’incasso del corrispettivo e che, quindi, le cessioni di vino non siano considerate effettuate al momento della consegna o della spedizione, ma lo siano all’atto del pagamento del corrispettivo (come già avviene per i servizi), con la conseguente possibilità di emettere la fattura soltanto all’atto dell’incasso e non obbligatoriamente alla consegna o spedizione ancorché mediante fattura differita mensile;
– per le cessioni di vino già effettuate, da marzo in avanti, e per le quali, ai sensi del suddetto articolo 6, è già stata emessa la relativa fattura di vendita, l’IVA esposta in fattura sia considerata “in sospeso” (come avviene per le cessione alla Pubblica Amministrazione) e che diventi esigibile soltanto all’atto dell’incasso della stessa precedentemente emessa.

Per favorire l’acquisto di vino e per sostenere il settore agricolo vitivinicolo, la FIVI chiede anche che, fino ad almeno il 31/12/2023
– per le cessioni di vino l’aliquota IVA non sia già quella ordinaria del 22%, bensì quella agevolata del 10% (Tabella A, parte III del DPR 633/72)
Fiduciosi in un accoglimento favorevole della nostra proposta,
Cordiali saluti,

Matilde Poggi
Presidente FIVI

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