Il Rame in agricoltura

Il contesto

A fine 2018 scadeva l’autorizzazione all’utilizzo di rame in agricoltura. Fino a quel momento l’utilizzo era consentito nella misura massima di 6 chilogrammi per ettaro calcolati sulla media di tre anni.
La proposta dell’EFSA del 2016 era di vietare l’utilizzo del rame in agricoltura, cui è seguita quella della Commissione European di abbassare il limite a 4 kg/ha e di togliere la possibilità di calcolare la quantità di rame utilizzabile con il metodo della media matematica.

Le richieste FIVI

La FIVI ha chiesto al Ministro Centinaio di prendere posizione a livello europeo e di opporsi alla decisione dell’abbassamento dell’utilizzo di rame in agricoltura. FIVI, pur condividendo nella finalità la scelta operata a Bruxelles, riteneva che le proposte in discussione in seno alla Commissione PAFF penalizzasse in particolare i Vignaioli che operano in regime biologico, che non possono utilizzare molecole di sintesi alternative al rame.
La richiesta al Ministro Centinaio era dunque di ribadire l’adeguatezza della soglia limite all’utilizzo di rame oggi in vigore – 6 kg/ha – limitatamente all’Agricoltura Biologica e di proporre una gradualità della riduzione che non pregiudicasse le esigenze produttive e consentisse alla ricerca scientifica e tecnologica di mettere a punto nuovi strumenti di difesa attiva alternativi al rame.

Aggiornamento

Gli stati membri riuniti a Bruxelles nella Commissione PAFF (Plants, Animals, Food and Feed) hanno deciso che il rame si potrà utilizzare in agricoltura per altri sette anni a partire da febbraio 2019. Dopo mesi di trattative e ripensamenti è stata accolta la proposta della Commissione Europea di concedere l’utilizzo di 4 kg di rame all’anno, calcolati sulla media di sette anni. In pratica gli agricoltori potranno usare un massimo di 28 kg di rame nel settennio, regolandosi sulle quantità in base all’annata.

Per approfondire:

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