“IL DOSSIER BUROCRAZIA”

Obiettivo : ottenere una riduzione della burocrazia che grava sul vignaiolo

(Quella di seguito è una versione ridotta del Dossier. Al fondo troverete il link al documento completo.)

I vignaioli italiani rappresentano il nerbo della qualità vitivinicola del nostro paese. É  peculiarità non solo italiana ma europea il binomio tra produzioni di piccola e media scala ed eccellenza qualitativa a livello mondiale. 
Inoltre, nell’interesse crescente per le filiere produttive agricole, il vignaiolo le rappresenta per intero garantendo in prima persona la gestione delle vigne, della cantina, dell’imbottigliamento e anche spesso del rapporto di vendita.
Nell’ottica di una razionalizzazione del rapporto tra regolamentazione e produzione, la FIVI con l’ausilio dell’UNISG ha elaborato alcune proposte per restituire competitività al settore, riducendo l’impatto della burocrazia sul monte orario del vignaiolo ed eliminando gli elementi normativi o le prassi amministrative che sul campo non hanno dimostrato la propria utilità. 
Fermi restando gli obbiettivi condivisi della tutela del consumatore e della salute, appare possibile eliminare molti aspetti percepiti come vessatori dell’attuale rapporto tra istituzioni e vignaioli, senza pregiudicare il raggiungimento degli scopi legittimi di entrambi.

Tre linee di intervento, forti e possibili:

1. Snellimento normativo e amministrativo

•    Elaborazione di un Testo Unico Agricolo, che permetta di unificare in un solo testo la complicata e cospicua legislazione riguardante il Vignaiolo e quindi l’azienda agricola. Il Testo Unico richiede tempi lunghi e alleanze con tutte le forze in campo e soprattutto competenze legislative molto specifiche.

•    Radicale intervento su Circolari, Direttive, altri atti amministrativi e procedure da parte di Ministeri ed Enti preposti ai vari controlli. Una deliberazione ad hoc, congiunta dei Ministri della Sanità, del Welfare e dell’Agricoltura dovrebbe introdurre il principio della semplificazione e razionalizzazione degli atti amministrativi che regolano le attività degli enti e del personale preposti al controllo. Occuparsi solo della semplificazione normativa, senza curare quella amministrativa, significherebbe chiudere gli occhi dinanzi al fatto che sebbene le Circolari e Direttive amministrative non abbiano un’efficacia diretta, tuttavia rappresentano il vademecum del personale che si interfaccia con le aziende, come e più delle stesse norme di diritto positivo. Pertanto la loro razionalizzazione – anche se non risolve i problemi alla radice –  contribuisce efficacemente a eliminare lungaggini, arbitrio e soprattutto differenze di trattamento a seconda dell’ente che si presenta in cantina.

2. Proporzionalità nei controlli e nelle sanzioni

•    Previsione di due scaglioni, per introdurre esenzioni diverse da adempimenti per i produttori, secondo le quantità prodotte.

•    Eliminazione della sanzione del sequestro per tutte le violazioni di norme che non comportino un danno immediato e/o irreparabile all’ambiente, alla salute dei consumatori o a entrambi.

•    Introduzione di un calendario dei controlli per le ispezioni che mirano a verificare condizioni strutturali e che preveda un’incidenza a scalare di queste ultime: un numero di ispezioni maggiori per coloro che hanno fatto registrare violazioni negli anni e via via più diradati per chi è risultato più virtuoso e indenne da mancanze.

•    Previsione di condizioni di cantina che, vista la peculiare natura del vino, non devono essere parificate a quelle di un macello o di un qualsiasi laboratorio alimentare.

•    Trasparenza dei controlli

3. Proposte organizzative e puntuali

Vigna    

•    Liberalizzazione delle varietà interspecifiche per la produzione del vino da tavola.

•    Ulteriore semplificazione e fruibilità dei voucher vendemmia e lavoro generale.

•    Possibilità di conservazione e moltiplicazione varietà rare non autorizzate, al fine di tutelare i vitigni autoctoni presenti sul territorio italiano, che rappresentano un patrimonio ampelografico unico al mondo.


Cantina

•    Agevolare la tenuta dei registri per il produttore che non acquista uva, posticipando il termine ultimo per la compilazione del registro di vinificazione al momento della dichiarazione di produzione per tutte le DO.

•   Eliminare l’obbligo di dichiarazione preventiva per lo smaltimento agronomico delle vinacce. La vinaccia è un sottoprodotto della vinificazione e come tale lo spargimento deve essere libero e non assoggettato al regolamento sui rifiuti (nel caso non si acquisti uva).

•   Abrogazione dell’obbligo di comunicazione della planimetria di cantina, in quanto il controllo in merito al quantitativo prodotto è già possibile attraverso le indicazioni contenute nei registri di vinificazione.

•   Eliminare l’obbligo di tenuta del registro di commercializzazione, in quanto duplicato del registro di vinificazione ed imbottigliamento.

•   Ridurre il termine per inoltrare la dichiarazione di concentrazione a freddo, che per ovvi motivi logistici non può essere presentata in anticipo.

•   Abolizione della dicitura “da usare esclusivamente per l’igiene della cantina”. Per i prodotti detergenti è sufficiente l’etichetta dei fabbricanti.

•   Abolizione delle date di inizio e fine vendemmia (e fermentazione).

•   Innalzare il limite a 40 hl dei recipienti di cui è obbligatoria la taratura.


Imbottigliamento

•   Adozione di un modello valido, a livello nazionale delle diciture in etichetta.

•   Consentire libertà di scelta sull’uso del tappo anche per i vini a denominazione di origine controllata e garantita, compatibilmente con le decisioni dei Consorzi.

•   Iscrizione Elenco dei Tecnici/Esperti  degustatori vini DO. L’Esperienza dei vignaioli deve essere equiparata al titolo di studio per poter essere ammessi all’Albo.

•   Previsione di un tetto massimo di 240 bottiglie per spedizione di vino a privati.

•   Periodicità annuale per i vignaioli che producono meno di 1000 hl per la presentazione del modello INTRASTAT.

Dossier Burocrazia – documento completo

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