Certificazione unica di sostenibilità: le richieste di FIVI

FIVI ha inviato al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali le osservazioni in merito al disciplinare sulla certificazione unica di sostenibilità vitivinicola.
FIVI considera i criteri individuati di maglia troppo larga, spesso già previsti dalla normativa. Quali sono le considerazioni principali?

  1. Prevedere degli standard minimi da rispettare: il disciplinare, infatti, prevede quasi esclusivamente delle azioni di monitoraggio. Come migliorare e monitorare le condizioni ambientali e di lavoro, senza dei requisiti da soddisfare?
  2. Dal punto di vista ambientale, è necessario prendere in considerazione i fattori cardine per la mitigazione del cambiamento climatico, come le emissioni di anidride carbonica e altri gas serra.
  3. C’è il rischio di un ulteriore appesantimento burocratico: molte aziende infatti andrebbero incontro a doppie certificazioni, da cui derivano doppi costi.
  4. Infine, FIVI ha richiesto di ammettere di diritto i vini a certificazione biologica e quelli biodinamici nel certificato unico di sostenibilità, dati i criteri più restrittivi.
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