Bollettino Cevi N. 120 dell’8 luglio 2011

CEVI IN AZIONE

LA CEVI ESPRIME SODDISFAZIONE PER IL FATTO CHE IL PARLAMENTO EUROPEO ABBIA CHIESTO IL MANTENIMENTO DEI DIRITTI DI IMPIANTO

In un comunicato stampa pubblicato il 24 giugno, la CEVI è soddisfatta che il Parlamento europeo abbia chiesto il mantenimento dei diritti di impianto.

Nel momento del voto del rapporto Dess sull’avvenire della PAC in sessione plenaria, il 22 giugno, i deputati europei hanno deciso di sostenere il mantenimento dei diritti di impianto nella filiera viticola. Per i vignaioli indipendenti europei, riuniti in seno alla CEVI, questa decisione di buonsenso è una buona notizia che deve essere accolta con favore, e che deve essere concretizzata oramai nella proposta di regolamento.

Estratto del comunicato stampa :
“La liberalizzazione degli impianti è pericolosa in più di un aspetto: non solo per l’equilibrio economico delle nostre aziende agricole e delle regioni viticole, ma anche per l’equilibrio ecologico dei nostri terroirs e dei nostri paesaggi” ha dichiarato Thomas Montagne, Presidente della CEVI.

Per Costantino Charrère, Vice Presidente della CEVI responsabile delle questioni politiche e sindacali, “sopprimere i diritti di impianto servirebbe unicamente a destabilizzare inutilmente tutto il settore. Sono lieto che la mobilitazione dei vignaioli indipendenti abbia permesso di fare questo primo passo al Parlamento europeo”.

“Ora ci aspettiamo che la Commissione Europea integri tale richiesta nella sua proposta di regolamento di riforma della PAC, e tenga quindi conto della posizione del Parlamento europeo, degli Stati membri viticoli, e dei professionisti,” ha aggiunto Thomas Montagne.

Se da un lato si oppone fortemente alla liberalizzazione dei diritti di impianto, la CEVI riconosce dall’altro lato la maggior parte delle misure della riforma dell’Organizzazione Comune del Mercato del Vino nel 2008, che si è rivelata molto positiva per il nostro settore: aiuti all’investimento, alla ristrutturazione e alla promozione.

La CEVI si augura quindi che il bilancio che sarà destinato alla PAC, permetta di garantire la continuità di queste misure dopo il 2014.

DI FEDERAZIONE IN FEDERAZIONE

I VIF STUDIANO LO SVILUPPO DELLA SICUREZZA COME STRUMENTO DI STABILIZZAZIONE DEL REDDITO

I Vignaioli Indipendenti della Francia hanno reso pubblico a fine giugno, uno studio che dimostra che le condizioni economiche, tecniche e finanziarie oggi in atto in Francia devono essere affiancate da misure assicurative in grado di stabilizzare i redditi delle imprese.

Lo studio, condotto sugli utili correnti (al lordo delle imposte) di tutti le aziende francesi dal 2002 al 2009, ha permesso ai Vignaioli Indipendenti della Francia di trarre le seguenti conclusioni:

♦ Gli oscillamenti dei redditi dei vignaioli sono sufficientemente importanti per giustificare un intervento destinato a stabilizzarli. Ogni anno il 35% delle aziende registra un abbassamento dei risultati economici di più del 30%.

♦ A livello nazionale, l’indennità della perdita tra il reddito dell’’anno e il reddito medio degli ultimi tre anni sarebbe pari a 300 milioni di euro / anno (esclusa la zona Champagne).

♦ In considerazione di necessarie esigenze di compensazione, i premi assicurativi che i vignaioli dovrebbero pagare per coprire il rischio e pagando le assicurazioni sarebbero abbastanza tollerabili. In Aquitania, per esempio, il premio da pagare (per una azienda media) sarebbe pari a 42 € / ha pari a 15 euro / ha con una sovvenzione pubblica del 65%.

Nel complesso, e in queste condizioni, lo strumento assicurativo risulta efficace: i ricavi verrebbero parzialmente stabilizzati in cifre variabili dal 5 al 20%.

VIF ritiene quindi che questo stabilizzatore economico è fattibile tecnicamente e finanziariamente. Esso ha inoltre, il vantaggio di essere compatibile con le norme dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. Per tutte queste ragioni, i Vignaioli Indipendenti della Francia chiedono al governo e alla Commissione europea di aprire un dibattito sul tema.

Un opuscolo che presenta la misura stabilizzatrice del reddito è disponibile in francese e in inglese in formato PDF su richiesta, presso Christelle Jacquemot, Direttrice delle Relazioni Istituzionali VIF: christelle.jacquemot@vigneron-independant.com

 

NOTIZIE DA BRUXELLES E ALTROVE

BILANCIO MONDIALE 2010 DEL SETTORE VINICOLO: LE ULTIME CIFRE DELL’OIV

Se il mondo ha perso circa lo 0,8% della sua superficie di vigneti nel 2010 e la produzione di vino è scesa al livello del 1998 (263,8 milioni di ettolitri), l’industria del vino può ancora contare sui consumatori: il consumo mondiale di vino è aumentato dello 0,4% per raggiungere 238 milioni di ettolitri, fermando nettamente la tendenza al ribasso riscontrata all’inizio nel 2007. Tra i cinque maggiori mercati del vino, gli Stati Uniti, la Germania e la Cina sono tra quelli che alimentano questa lenta crescita.

Questi dati iniziali sono stati presentati Lunedi 20 giugno da Federico Castellucci, Direttore Generale dell’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV), al 34° congresso Mondiale tenutosi a Porto.

“Dopo una crescita ininterrotta dal 2000, le esportazioni mondiali di vino hanno cambiato corso nel 2008 a causa della crisi economica e sono precipitate nel 2009. Tuttavia nel 2010 la tendenza si è ripresa e il volume totale di vino esportato è ancora ben superiore a quello registrato nel 2006 e nel corso degli anni precedenti “, dice Castellucci.

Il bilancio dell’OIV relativo al settore vitivinicolo mondiale fornisce un report dettagliato delle principali tendenze che interessano la filiera mondiale del vino.

Per quanto riguarda i vigneti, la superficie complessiva mostra una regressione per il 2010 pari a 61.000 ettari in meno rispetto allo scorso anno, con 7.586.000 ettari contro i 7.647.000 ettari del 2009. La Spagna, la Francia e l’Italia si detengono in testa alle statistiche, ma stanno perdendo terreno, mentre la Cina, gli Stati Uniti e l’Argentina stanno espandendo i loro vigneti. Dopo un lieve incremento nel 2008 e una stabilizzazione nel 2009, la produzione complessiva di uva ha avuto un calo del 3% nel 2010 (fino a 644.9 milioni di quintali), rispetto al 2009 (675.3 milioni di quintali), vicino ai livelli 2007 (665.2 milioni di quintali).

La situazione complessiva del settore nel 2010 ha registrato anche un’interruzione nella tendenza all’aumento della produzione del vino, che, dopo la crescita di 1,1 milioni di ettolitri tra il 2008 e il 2009, si è ridotta circa di 7,4 milioni di ettolitri (-2,7%) tra il 2009 e il 2010.

D’altra parte, il consumo del vino sta recuperando leggermente rispetto al calo generale del 3,6% registrato nel 2009, passando da 236,5 milioni di ettolitri consumati nel 2009, ai 238 milioni hl consumati nel 2010.

L’evoluzione del commercio mondiale del vino nel 2010 è stato caratterizzato da una crescita di oltre il 7% delle esportazioni e del 3,3% delle importazioni, e ciò rappresenta rispettivamente un aumento di 6,2 milioni di ettolitri e di 2,8 milioni di hl.

Il rapporto completo dell’OIV è disponibile presso l’ufficio della CEVI o consultando il sito dell’OIV


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