Bollettino Cevi 133 del 20 novembre 2012

CALENDARIO

· 28 Novembre 2012

La CEVI festeggia il suo decimo anniversario al Palais des Beaux Arts di Bruxelles

· 1-2 Dicembre 2012

Seconda edizione del Mercato dei Vini, il salone dei vignaioli indipendenti organizzato dalla FIVI, a Piacenza

CEVI IN AZIONE

PARTECIPAZIONE DELLA CEVI ALLA RIUNIONE DELL’INTERGRUPPO VINO DEL PARLAMENTO EUROPEO

Il 12 settembre scorso, Thomas Montagne e Giulia Castellucci hanno partecipato alla riunione dell’Integruppo vino del parlamento europeo a Strasburgo, la prima dopo la pausa estiva del Parlamento. Michel Dantin, relatore sulla proposta della Commissione sull’OCM Unica, ha aperto il dibattito dicendo che il suo progetto di relazione ha ricevuto 250 emendamenti solo sulle questioni “vino”. Tuttavia l’eurodeputato francese, che ha proposto nel suo progetto di relazione il mantenimento dei diritti di impianto fino al 2030, ha sottolineato come in realtà pochi emendamenti siano stati depositati su questa questione. Secondo Dantin, cio’ che conta in questo momento é convincere altri Stati membri a sostenere il mantenimento dei diritti di impianto in sede di Consiglio. Dantin ha successivamente precisato, durante la riunione della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, che se il Gruppo Alto Livello giungerà a delle conclusioni che corrispondono alle attese del Parlamento, Dantin le integrerà al suo progetto di relazione attraverso degli emendamenti di compromesso.

DI FEDERAZIONE IN FEDERAZIONE

MICHEL ISSALY, PRESIDENTE DEI VIF HA PARTECIPATO A UNA RIUNIONE CON IL MINISTRO FRANCESE DELL’AGRICOLTURA

Michel Issaly, Presidente dei VIF ha partecipato a una riunione con il Ministro Stéphane Le Foll ed altri rappresentanti dal settore vitivinicolo. Alla fine di riunione, tenutasi il 30 agosto, Stéphane Le Foll ha annunciato la creazione di una piattaforma comune con la Germania, la Spagna e l’Italia per riconsiderare la fine del sistema dei diritti di impianto decisa nel 2008 e prevista per il 2015. Secondo Michel Issaly: “il Ministro ha capito l’importanza di mantenere uno strumento che regoli il potenziale di produzione, cosi’ come ha riconosciuto la necessità di mantenere una enveloppe specifica per il vino nel Primo Pilastro nell’ambito della riforma della PAC” .

I VIF CHIEDONO UN’ASSICURAZIONE SUL REDDITO PER I VITICOLTORI

I viticoltori indipendenti francesi hanno chiesto l’implementazione di uno strumento di gestione dei rischio a livello europeo per il reddito degli agricoltori attraverso un comunicato stampa il 18 settembre scorso. A giugno 2011 i VIF avevano pubblicato uno studio che dimostra l’impatto positivo di un’assicurazione sul reddito per affrontare le fluttuazioni riccorrenti delle aziende vitivinicole. La vendemmia 2012 ha dato ulteriore prova dell’instabilità che i vignaioli devono affrontare ogni anno; un’incertezza che mette a rischio la sopravvivenza stessa delle loro aziende.

NOTIZIE DA BRUXELLES E ALTROVE

DIRITTI D’IMPIANTO: PER I VIGNAIOLI INDIPENDENTI EUROPEI UNO STRUMENTO DI REGOLAMENTAZIONE DEVE ESSERE MANTENUTO PER TUTTI I TIPI DI VINI

Il 21 settembre a Palermo, in occasione della terza riunione del gruppo alto livello (GAL), la Commissione Europea ha finalmente rivelato le sue prime proposte relativamente alla fine del regime dei diritti di impianto prevista per il 1° gennaio 2016. La Commissione ha suggerito, sotto la pressione dei paesi produttori, delle organizzazioni di vingaioli, viticoltori ( EFOW, COPA COGEA…) ed il Parlamento Europeo, la creazione di un sistema di gestione degli impianti per i vini a denominazione ed indicazione d’origine. Per la CEVI il sistema di gestione proposto non è accettabile e ha quindi inviato un comunicato stampa esprimere le sue posizioni. E’ fondamentale che il nuovo sistema riguardi tutti i tipi di vini, compresi quelli senza IG: solo in questo modo il nuovo sistema potrà essere efficace e capace di impedire le conseguenze di una liberalizzazione incontrollabile. La CEVI accoglie invece favorevolmente le proposte della piattaforma degli Stati membri produttori, che prevedono un’evoluzione del sistema attuale in cui tutti i vini sarebbero soggetti a regolamentazione. “Questi paesi, che rappresentano la maggior parte della produzione vinicola in Europa, hanno indicato chiaramente che una proposta che esclude i vini senza indicazione geografica dalla futura regolamentazione degli impianti non può essere accettata. La Commissione deve prendere in considerazione le proposte della piattaforma che, inoltre, sono presentate all’interno del GAL, un gruppo istituito proprio dal Commissario Cioloș” ha precisato Thomas Montagne, presidente della CEVI.

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