Bollettino Cevi 130 del 20 aprile 2012

CEVI IN AZIONE

DIRITTI DI IMPIANTO: MO-BI-LIZ-ZA-ZIO-NE!

Il mese di Marzo è stato cruciale per le tematiche legate alla mobilitazione generale sui diritti di impianto: le iniziative sono state numerose, e la CEVI ha dato il proprio contributo costruttivo e propositivo. La mobilitazione deve essere mantenuta e anche allargata: le cose si muovono ma il risultato finale è ancora lontano.

A inizio Marzo, l’AREV (Assemblea delle Regioni Vitivinicole Europee). Ha reso pubblico lo studio sugli impatti socio-economici e territoriali causati da unaeventuale liberalizzazione degli impianti. La CEVI ha assistito a questa conferenza. Lo studio, condotto da un gruppo di ricerca Universitario, illustra molte conclusioni interessanti:

· La dimensione delle Aziende Vitivinicole non è un indicatore che favorisce le economie di scala e l’aumento degli utili

· Il prezzo dei diritti di impianto non appesantisce in modo significativo i costi di investimento nel vigneto

· Il sistema dei diritti di impianto, quando è usato in modo scorretto, non evita la sovrapproduzione (Alentejo, Argentina, Acquitania, Valle della Loira), e può scatenare reazioni a catena negative anche nelle Regioni produttive virtuose

· la mancanza di sistemi di regolazione delle produzioni nelle Regioni del “ Nuovo Mondo”, non è servita ad evitare squilibri di mercato

· il sistema dei diritti di impianto non ha “mummificato” il sistema vigneto, ma ha permesso una ricollocazione di diritti nelle Regioni che avevano necessità di crescere (Francia, Italia, Alentejo)

Il 19 Marzo, una delegazione della CEVI, coordinata dal Presidente Thomas Montagne e dai membri dell’Ufficio di Presidenza (Claude Bocqet-Thonney, Costantino Charrère e Laurent Kox), ha partecipato al colloquio organizzato al Parlamento Europeo sui diritti di impianto. Thomas Montagne ha comunicato ai partecipanti (Parlamentari Europei e Nazionali, Ministri, Commissione, Professionisti di filiera). Grande successo! Il colloquio ha permesso di dimostrare alla Commissione che il Parlamento Europeo, un gran numero degli Stati Membri e la filiera, chiedono il mantenimento dell’attuale sistema. Questa mobilitazione di sistema crea interesse sull’argomento. Ma è assolutamente necessario perseverare su questa linea, comunicando anche ai poteri pubblici, alla stampa, agli intermediari di filiera ed anche ai consumatori la necessità di mantenere l’attuale strumento operativo.

Per informarsi di più: http://www.arev.org spip.php?article2222&lang=fr;  

per scaricare l’argomento in tre punti dalla CEVI: http://www.cevi-eciw.eu/actualites.php?page=39 LangueSite=fr

 

DI FEDERAZIONE IN FEDERAZIONE

VINDEPENDENT SI PREPARA AD ACCOGLIERE L’ASSEMBLEA GENERALE DELLA CEVI

Nei giorni 25/26/27 Aprile prossimi, l’Associazione Ungherese dei Vignaioli Indipendenti Vindependent si prepara ad accogliere l’Assemblea Generale e il Consiglio di Amministrazione della CEVI.

L’AG della CEVI si terrà Merc. 25 Aprile a Budapest.

All’ODG: bilancio, relazione morale, stato di avanzamento sui progetti di sviluppo. I partecipanti partiranno in seguito per Tokaj, dove il 25 Aprile si terrà il CD presso la cantina Patricius. I delegati del Portogallo, della Spagna, della Francia, della Svizzera, del Lussemburgo, del Québec e dell’Italia, lavoreranno sui documenti sindacali e sulla riforma della PAC. Il pomeriggio sarà dedicato alle visite tecniche nella Regione del Tokaj. Le visite proseguiranno il giorno successivo, Ven. 27 Aprile, nel vigneto di Eger. La riscoperta di Budapest enofila è prevista per coloro che si fermeranno nel week-end.

Appuntamento quindi alla prossima E-lettre per i resoconti che si annunciano ricchi di scoperte.

 

NOTIZIE DA BRUXELLES E ALTROVE

ALLARME DELL’OMS: GLI ADULTI EUROPEI CONSUMANO TRE BEVANDE ALCOLICHE STANDARD AL GIORNO

Il 27 Marzo scorso l’OMS ha presentato l’ultima pubblicazione sul consumo dell’alcol, sottolineando che gli Europei sono i maggiori consumatori di alcol al mondo, consumando l’equivalente 12,5 litri di alcol nidro all’ anno. Il rapporto OMS descrive anche le differenze di consumo e i conseguenti effetti sulla salute, all’interno dei vari Stati Membri.

“L’Europa ha il triste primato di consumare il doppio dell’alcool, rispetto alla media Mondiale, con gravi conseguenze sociali”. Ha dichiarato Zsuzsanna Jakab, Direttrice Regionale OMS Europa. “Il messaggio da cogliere in questo rapporto è che questi costi sociali del fenomeno, sono evitabili. Per tutti gli aspetti analizzati, il rapporto trae delle conclusioni che devono ispirare le realizzazione di misure e politiche precise, rispetto a questa emergenza. Invito tutti i Paesi Europei ad una lettura attenta di questo rapporto”.

In breve il documento sottolinea:

· Nell’Ue il consumo di alcol presso gli individui maggiori di 15 anni è di due volte superiore della media mondiale, e corrisponde alla assunzione di 12,5 l. di alcol/anno, a 27 g./giorno contenuti in 3 bevanda quotidiane.

· Esistono più di 40 malattie conclamate, legate al consumo dell’alcol, che crea dipendenza, pancreatite, intossicazioni, sindrome di alcolismo fetale. L’alcol contribuisce inoltre a produrre lesioni, traumi accidentali e incidenti stradali.

· L’alcol è responsabile di un cancro su 10 negli uomini,e di un cancro su 33 nelle donne.

· Nel 2005, 11,8 % dei decessi presso le persone dai 15 ai 64 anni nella UE è imputabile al consumo di alcol, vale a dire un decesso su 7 per gli uomini e un decesso su 13 per le donne.

· Nel 2004, il 3,3% della mortalità tra i 15 e i 64 anni era imputabile al consumo di alcol.

Il rapporto consiglia gli Stati Membri di usare la leva fiscale per contenere il problema, ma sottace il fatto che i Paesi del Nord e dell’Est Europeo consumano molto più alcol dei paesi del Ovest e del Sud dell’Europa. Le conseguenze dell’abuso di alcol variano in funzione delle modalità di consumo e del contesto culturale in cui si consuma. Per la filiera Europea, la sfida è di capire e approfondire il problema degli abusi nei consumi di alcol, per intraprendere delle strategie comuni utili a ridurre questo fenomeno sociale.

Le politiche intraprese al Nord Europa (Monopoli, accise, divieto pubblicitario), non risultano efficaci, anzi sono contro produttive. Lo stile di vita sobrio e moderato nei consumi di vino, praticato nell’Ovest e nel Sud dell’Europa risultano molto più efficace per frenare l’abuso nei consumi di Alcol.

Il rapporto è disponibile qui: http://www.euro.who.int/__data/assets/pdf_file/0003/160680/Alcohol-in-the-European-Union-2012.pdf

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