Bollettino Cevi 127 del 1° febbraio 2012

CEVI IN AZIONE

BULGARIA: INCONTRO COSTRUTTIVO

Il 16 Gennaio scorso, Thomas Montagne e Maud Plener hanno incontrato a Sofia, un gruppo di una decina di viticoltori indipendenti bulgari. Convocati da uno di loro, Ivo Varbanov, questi Vignaioli hanno dimostrato l’intenzione di creare un gruppo di Vignaioli Indipendenti in Bulgaria.

La viticoltura ha delle lontane e storiche origini in Bulgaria, ma il gruppo che si vuole costituire è giovanissimo. Le sfide da affrontare sono numerose, il potenziale vitivinicolo deve essere rilanciato, e l’immagine del vino prodotto in queste regioni deve essere rilanciata. Nel dibattito della riunione, il gruppo operativo ha recepito con entusiasmo il messaggio della CEVI. Coscienti che solamente l’ unione potrà essere la loro forza, hanno subito iniziato a lavorare per costituirsi con il patrocinio della CEVI.

ALLERGENI: MOBILITAZIONE GENERALE

Come già sapete, a fina Giugno 2012 scadrà la deroga all’obbligo di indicare in etichetta la presenza dei derivati del latte e dell’uovo. L’Agenzia Europea della Sicurezza Alimentare ( EFSA ), ha dato purtroppo parere in tal senso nell’Ottobre scorso ( vedi E-Lettre n.124 ). Ma la DG AGRI Europea, invita il settore vino ad avanzare una proposta di mediazione. Su iniziativa del CEEV ( Comitato Vino Europeo ), CEVI, COPA-COGECA e FIVS ( Federazione Internazionale Vini e Superalcoolici ), hanno sottoscritto un documento che è stato inviato alla Commissione, per chiedere una riunione sull’argomento in compresenza con gli Stati Membri. Obiettivo: ottenere condizioni accettabili nell’applicazione della norma.

Tale documento pone in evidenza tre situazioni:
1. Possibilità di evitar e l’etichettatura obbligatoria degli allergeni latte/uovo per i vini prodotti:
·  Nel rispetto delle buone pratiche di vinificazione ( analisi del vino in pre-chiarifica, utilizzo della dose minima necessaria, filtrazione a 0.65 micron minimo, analisi dei vino non filtrato, analisi del campione finale)
·  Per i quali alcun residuo è rilevato nel vino filtrato, da imbottigliare, utilizzando il Kit di analisi disponibile sul mercato ( limite di rilevamento fissato a 0,5 mill./litro ), in modo tale che si possa dimostrare, con analisi, che il vino indagato non contenga sostanze allergizzanti.
·  I produttori interessati si assumono la responsabilità della dimostrazione della prova, e devono essere in grado di dimostrare in caso di necessità, di avere
ottemperato alle buone pratiche di vinificazione atte a dimostrare che eventuali allergeni del latte e dell’uovo non sono presenti nel loro vino.
2. Per i vini che contengono effettivamente allergeni a base di latte e di uovo, il documento chiede delle specifiche modalità di etichettatura:
·  Utilizzo dei termini “ proteine del latte” e non solo “latte” ( per “contiene proteine del latte “ al posto di “ contiene del latte “. Idem per le proteine dell’
uovo.
·  Per quanto concerne le lingua, si chiede che tutti gli Stati Membri accettino un gran numero di lingue in etichettatura, ritenendole come valide ( non come
succede per la menzione “ contiene solfiti “ e le relative restrizioni applicate dagli stati membri ).
·  Utilizzo di pittogramma : si chiede alla Commissione di poter utilizzare un pittogramma anche su questa materia.
3. Chiusura dello smaltimento giacenza
Il documento chiede anche che sia data la possibilità al produttore di smaltire le giacenze degli imbottigliamenti avvenuti prima della entrata in vigore della norma. Al momento è previsto che i vini imbottigliati prima del 30 Giugno 2012, possano essere venduti fino ad esaurimento scorte. Si chiede che l’applicazione della norma che riguarda questo obbligo, possa valere a partire della nuova vendemmia 2012.

Si deve ore fare sistema fra gli Stati membri affinché questa richiesta sia presa in considerazione.

DIRITTI DI IMPIANTO: CIOLOS ANNUNCIA, LA FILIERA REAGISCE

Il 20 Gennaio scorso, il Commissario Dacian Ciolos ha annunciato la creazione di un gruppo di alto livello del settore vino , per quanto riguarda la questione della liberalizzazione degli impianti. Le reazioni della filiera vino sono state immediate. EFOW, COPA-COGECA e AREV si sono felicitate per questa iniziativa, ma hanno ricordato al Commissario che i diritti di impianto richiedono una presa di posizione immediata. Il CEEV chiede, per quanto gli riguarda, il mantenimento delle decisioni prese a partire dalla riforma OCM vino del 2008. La CEVI ha elogiato l’iniziativa, dichiarandola però tardiva.

Il Comunicato Stampa della CEVI si trova in versione originale su: www.cevi-eciw.eu:
La CEVI si rallegra dell’annuncio del Commissario, e dichiara le proprie preoccupazioni, su una azione che si doveva fare con parecchi mesi di anticipo rispetto alla data odierna. Sin dal Giugno 2011, e dal voto del rapporto Dess al Parlamento, i Vignaioli Indipendenti avevano invitato l Commissione Europea ad inserire il mantenimento dei diritti di impianto lella riforma della PAC.
“Il settore Vitivinicolo, gli Stati Membri ed i deputati europei si esprimono un si unanime sul mantenimento dei diritti, da parecchi mesi. La Commissione conosce i rischi della liberalizzazione degli impianti e la legittimità delle Nostre richieste. La creazione di un gruppo di studio è interessante, ma tardiva”. Dichiara Thomas Montagne Presidente Cevi.
“Noi siamo pronti a far parte del gruppo. Non solamente il dibattito sull’avvenire del settore vino non sarebbe completo senza l’apporto dei Vignaioli Indipendenti. Ma anche la riforma dell’OCM vino del 2008 ha realizzato delle importanti misure per il Ns. settore, che sono però da rinvigorire, ed è proprio in questa direzione che vogliamo dare il Nostro contributo”, aggiunge Thomas Montagne.
“Il mantenimento del sistema dei diritti di impianto, determina l’equilibrio strutturale delle Nostre Aziende, non può essere abolito e non deve prestarsi ad alcun dibattito. L’attuale sistema, regolatore del mercato, deve essere integrato nella riforma della PAC, come abbiamo già chiesto” precisa Costantino Charrere, Vice Presidente della CEVI per gli affari politici e sindacali.

NOTIZIE DA BRUXELLES E ALTROVE

RIALZO DEL 6,7% DEI RICAVI AGRICOLI NEL 2011

Il ricavo utile attivo è aumentato del 6,7% nel 2011 nella Ue. Dopo un segno positivo del 12,6% nel 2010, le stime EUROSTAT ( ufficio Statistico Ue ), confermano il rialzo. Questo aumento indica un balzo in avanti dei ricavi reali pari al +3,9€, e si accompagna ad una riduzione della mano d’opera del -2,7%. Secondo queste stime, il ricavo reale attivo è aumentato , nella media 2005/2011UE del 18,3%, mentre il livello occupazionale è diminuito del 15,2%.

Gli aumenti più forti sono avvenuti in Romania +43,7%, Ungheria +41,8%, Irlanda +30,1%, Slovacchia +25,3%, Lussemburgo +25,2%, Repubblica Ceca
+23,5%, Bulgaria + 23,2%, Danimarca +20,2%. Le perdite più marcate si sono verificate in Belgio -22,5%, Malta -21,25, Portogallo -10,7%, Finlandia – 9,6%. Nel 2011 il valore della produzione agricola dei prezzi alla produzione, sarebbe aumentata del 7,5%, principalmente a causa del rialzo dei costi delle produzioni verdi +8,00%. I rialzi più marcati riguardano i cereali +18,9%, i semi oleosi +18,4%, la barbabietola da zucchero +3,6%, IL VINO
+2,3%.
Un altro elemento che ha fatto alzare il valore della produzione agricola riguarda le produzioni animali +7,8%.
Questo aumento è stato influenzato dal prezzo del latte +9,1%, del pollame +8,7%, dei bovini, +8,6%, degli ovo caprini +6,4% e dei suini +4,3%. I volumi della maggioranza dei prodotti sono anche essi in rialzo, in particolare per la barbabietola da zucchero + 13,7%, il vino +4,3% e le patate +4,2%.
Stando alle previsioni della Commissione, i futuri ricavi agricoli, stimati al 2020, sarebbero superiori del 9% rispetto alla media del 2007/2011. Questi dati sarebbero determinati da un innalzamento del 35% dei ricavi riferito ai nuovi Stati Membri, e da un abbassamento del 3,5% dei ricavi riferito ai Vecchi Stati Membri.

PRIORITA’ DELLA PRESIDENZA DANESE DELL’UE IN MATERIA AGRICOLA

La Danimarca occupa la Presidenza dell’UE nel primo semestre 2011. Cedera il posto a Cipro nel secondo semestre, da Luglio. La crisi finanziaria ed economica sarà la prima preoccupazione della Presidenza. Altrettanto impegno dovrà essere rivolto alle ripartizioni finanziarie 2014/2020 e alla riforma della PAC.

Nel comparto Agricolo la Danimarca vuole assolutamente portare avanti le negoziazioni proposta dalla Commissione sulla riforma della PAC. Lavorerà sicuramente per una PAC semplificata. Il badget destinato alla PAC sarà negoziato nel quadro dei lavori sulle prospettive finanziarie 2014/2020, entro la data di inizio estate.
Le intenzioni della Presidenza sono di portare alla attenzione del Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura, in via prioritaria i quattro testi principali: pagamenti diretti, OCM unica, sviluppo rurale, finanziamenti della PAC. Il tutto con il fine ultimo di arrivare alla Presidenza Cipriota, con un accordo già avanzato da siglare a fine anno.
In buona sostanza la Danimarca si augura che il Consiglio arrivi ad un accordo immediato su due testi inerenti le misure transitorie ( viticoltura e regime transitorio degli aiuti diretti nel 2013 ). Nel progetto di regolamentazione della viticoltura, la Commissione chiede agli Stati Membri che vogliono attribuire degli aiuti diretti nei prossimi 5 anni ai vignaioli, di pronunciarsi entro il mese di Dicembre 2012, per ragioni di disponibilità dichiarata degli aiuti stessi.

Si ricorda che nel 2008 la riforma OCM Vino, disponeva di dotazioni di aiuto finanziario per la filiera vino. In base a queste dotazioni, gli Stati Membri elaboravano un elenco di misure da attuarsi nei 5 anni ( promozione paesi terzi, ristrutturazione, aiuti agli investimenti, attribuzione di diritti a pagamento unico, ecc.). Questi programmi si sono attualmente in corso, e si completeranno alla data del 15 Ottobre 2013. La commissione, oggi promette che questa misure saranno riprese in considerazione. Gli Stati Membri dovranno dunque riprogrammare e richiedere nuovamente tali dotazioni finanziarie, a valere per il quinquennio 2014/2019 Per raggiungere tale obbiettivo, gli Stati Membri che sostengono l’attribuzione del diritto di pagamento unico, devono decidere al più presto sulla cosa, e dichiarare le proprie intenzioni alla Commissione Europea. E la loro decisione in merito, sarà ritenuta dalla Commissione definitiva e irreversibile, a valere per i 5 anni, a partire dal 2014 fino al 2019.

 

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