Živjo Stanko! – il saluto di Kristian Keber a Stanko Radikon

Foto di Mauro Fermariello
Foto di Mauro Fermariello

Come uno dei rappresentanti dei vignaioli Friulani FIVI vorrei spendere alcune parole per una persona mia conterranea che per le scelte e il coraggio avuto come viticoltore ha scritto un pezzo di storia della viticoltura mondiale
Appartengo a un’altra generazione rispetto alla sua e non posso raccontare aneddoti particolari, ma ho avuto molte volte il piacere di discutere e bere qualche bicchiere in cantina con lui, di apprezzare non solo i suoi vini, ma quello che aveva da dire, la sua idea di territorio, il suo rispetto.
Pochi mesi fa abbiamo partecipato a una degustazione nelle Langhe con una mini delegazione del Collio. Il gruppo era composto da produttori sotto i 30 anni ma tra di noi c'era anche Stanko e la moglie Suzana. Rispetto a lui ero io a sembrare vecchio. Un uomo brillante e pieno di energia, anche se da parecchio tempo lottava contro la malattia.
Nel dolore della perdita di questi giorni il pensiero ritorna a tutto quello che Stanko ha fatto in questi anni: il primo assieme a Joško Gravner e il gruppo di Oslavia ad aver prodotto vini con macerazioni prolungate di uve bianche, uno stile di vinificazione antichissimo, tornato evidentemente attuale dal momento che tutto il mondo sta copiando,
E’ stato primo in Friuli a lavorare vini senza utilizzo di anidride solforosa e (per il mio gusto personale sia chiaro) i migliori vini da invecchiamento senza So2 mai bevuti.
Ma soprattutto un gran uomo di territorio! Stanko Radikon oltre alle capacità di ricerca sincera della genuinità dei vini era uno statista della nostra terra, aveva una visione nitida e lungimirante di come sarebbero dovute andare le cose. Il vino Oslavje è il primo vero cru del Collio, voluto e prodotto da Stanko e proposto agli altri produttori della zona. Il lavoro alla Kmečka Zveza- Associazione Agricoltori, di cui Stanko è stato Presidente del Goriziano, ha dimostrato l'intelligenza di tutela non solo del mondo viticolo, ma di tutti gli agricoltori locali. Una delle battaglie importanti era proprio sulla diminuzione della burocrazia che grava sulle aziende.
E’ stato Consigliere del Consorzio Collio dove si è battuto per la valorizzazione della Ribolla Gialla, ma anche per il riconoscimento dei vini ambrati nella denominazione, tutti aspetti che non si sono capiti in un consorzio forse troppo fermo alle glorie di 50 anni fa. Mio padre Edi, quando Stanko uscì, disse di aver perso l'unico uomo forte e di lotta all'interno del consiglio.
A livello nazionale è stato uno dei fondatori di Vini Veri.
Anche il nome che Stanko ha dato al suo vino da uve Tocai Friulano, cioè Jakot, rimarrà nella storia poiché è il nome ufficiale adottato dalla Slovenia per la varietà.
Queste sono alcune cose che io so di Stanko, scritte di getto e a memoria, ma chissà quante altre ne ho dimenticate.
Il mio ricordo, comunque, rimane nell’abbraccio che mi ha dato dal ritorno della degustazione in Piemonte.
Un abbraccio sincero, come sincero è il mio grazie a questo grande vignaiolo.
Le mie più sentite condoglianze vanno a Suzana, Saša, Savina e Ivana.

Živjo Stanko!

Kristian Keber

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