Un anno di FIVI

L'attività della FIVI più evidente al pubblico nel corso dell'anno è senza dubbio il Mercato dei Vignaioli di Piacenza, da poco affiancato da quello di Roma. In realtà il lavoro della FIVI continua durante tutto l'anno e punta a tutelare e promuovere il lavoro dei Vignaioli di fronte alle istituzioni italiane ed europee. Ci fa dunque piacere condividere con voi le prese di posizione dell'ultimo anno a difesa di chi, tutti i giorni, lavora per portare il vino sulle nostre e vostre tavole.

Tenuta registro telematico: accolte le richieste FIVI sulla registrazione delle vendite

Nella circolare della repressione frodi del 9 maggio inviata dal Capo dell'Ispettorato Stefano Vaccari è stata accolta la richiesta FIVI di registrare le vendite, effettuate senza documento di accompagnamento, in modo cumulativo e non analitico. Una bella semplificazione per tutti i Vignaioli.

Varietà minori, un patrimonio da preservare

Una deroga per salvare dall'espianto le vigne di almeno trenta anni d'età nelle Denominazioni di Origine, anche se non conformi ai disciplinari. È questa la richiesta che FIVI, invitata dal Ministero a fornire il punto di vista dei Vignaioli Indipendenti agli imminenti decreti attuativi del Testo Unico, ha trasmesso alla segreteria tecnica del MIPAAF.

La tutela dei vecchi vigneti è per i Vignaioli Indipendenti un valore culturale, un patrimonio di biodiversità e un fondamento storico per le denominazioni, indispensabile da salvaguardare. Disciplinari spesso forzati e controlli fin troppo precisi effettuati dagli Organismi di Controllo possono portare all’esclusione di interi vigneti dalle Denominazioni di Origine qualora si ravvisi la presenza di varietà non autorizzate dal disciplinare.

Gelate nei vigneti: FIVI chiede la conta dei danni

La FIVI chiede la conta dei danni delle gelate tardive che hanno colpito a macchia di leopardo i vigneti di quasi tutta Italia nelle scorse settimane. Ad oggi infatti non si ha ancora una percezione precisa della percentuale dei vigneti colpiti dal gelo che metterà a rischio l’annata 2017 in molti territori vinicoli del nostro paese.

“Ci aspettiamo che gli organi preposti facciano i controlli sul territorio per ricalibrare le effettive produzioni per un’annata che si presenta davvero difficile – dichiara la Presidente FIVI Matilde Poggi – anche se la vera conta dei danni sarà possibile solo a luglio, prima della vendemmia. Noi abbiamo molte testimonianze di nostri associati, ma non abbiamo ancora visto comunicazioni ufficiali sul fenomeno”.

FIVI al Vinitaly: sette proposte contro la burocrazia

115 Vignaioli FIVI con la stessa maglietta, riuniti sotto l’hashtag #fiVINOburocrazia. È successo a Vinitaly, allo stand della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti. L’occasione è stata quella del lancio del rinnovato dossier burocrazia, ideato per alleggerire il peso degli adempimenti e riportare la vigna al centro del lavoro dei vignaioli.

Ecco le sette richieste in breve:

1. Sicurezza sul lavoro: è necessario che a condurre i corsi relativi all'uso in sicurezza di dotazioni meccaniche (trattrici in primis) sia personale con esperienza pratica.

2. Vinacce e fecce utilizzate agronomicamente: FIVI chiede con urgenza che venga posto rimedio al vuoto normativo che di fatto ne impedisce l'utilizzo come fertilizzante.

3. Registri telematici: FIVI rinnova la richiesta di rendere obbligatorio il SIAN solo quando dimostrerà un funzionamento stabile e affidabile e che sia facoltativo per i piccoli produttori.

4. Controlli e condivisione delle informazioni fra gli enti preposti: FIVI richiede che le informazioni derivanti da visite ispettive di qualsivoglia ente o autorità sia condivisa per via telematica.

5. Spedizioni e documenti di accompagnamento: la richiesta di FIVI è di aumentare fino a 240 bottiglie il limite per le spedizioni a privati e di prevedere nello sviluppo del registro telematico sul SIAN una funzione che provveda il produttore viticolo di documento INTRASTAT.

6 Commissioni di degustazione: FIVI rinnova la richiesta di ammettere produttori ammessi a far parte nelle commissioni delle DOC e DOCG.

7. Protezione e monitoraggio dei vigneti: FIVI propone la creazione e l'implementazione del monitoraggio della vulnerabilità al rame e agli altri elementi utilizzati nella difesa attiva che si accumulano nel suolo.

FIVI in Commissione Agricoltura alla Camera chiede una proroga per il registro telematico

Rappresentata dalla presidente Matilde Poggi nell’audizione del 29 marzo della Commissione Agricoltura della Camera la FIVI ha portato avanti le istanze dei vignaioli indipendenti, e ha chiesto nuovamente l’esenzione dall’utilizzo del registro informatico per le aziende che producano meno di 300 ettolitri di vino all’anno. Matilde Poggi chiede comunque che il sistema vada a regime solo quando gli enti cerificatori delle doc saranno in linea con il SIAN, affinchè i vignaioli non siano obbligati a fare la medesima comunicazione due volte.

L'audizione è stata anche l'occasione per porre l'attenzione su un altro tema tanto caro a FIVI: la richiesta di modifica dei criteri di rappresentatività all'interno dei Consorzi di tutela.

FIVI in Senato per discutere di enoturismo

FIVI chiede una semplificazione del nuovo disegno di legge sull’enoturismo. Una materia fondamentale, che necessita di essere normata, ma senza inutili complicazioni. Su invito del Senatore Dario Stefano Matilde Poggi ha portato le ragioni FIVI nell’audizione del 20 febbraio in Commissione Agricoltura del Senato sul disegno di Legge n.2616 “Disciplina dell’attività di enoturismo”.

Diversi i punti su cui FIVI chiede delle modifiche, ma soprattutto delle semplificazioni.

FIVI propone che l'enoturismo sia risconosciuto come attività agricola e che non sia ricompreso tra le attività agrituristiche, come previsto dal disegno di legge. Ci sono perplessità anche sull’obbligo di partecipare a corsi di aggiornamento per avviare l’attività. La richiesta FIVI è che i corsi siano facoltativi e che per l’avvio di un’attività di enoturismo in cantina sia sufficiente presentare una SCIA ed essere in possesso dell’autorizzazione sanitaria. Fra i lati positivi della legge invece il fatto che l’attività di enoturismo sia riservata alle sole aziende che al loro interno coprono tutte le fasi di produzione, dalla vigna alla bottiglia, tagliando fuori di fatto le aziende commerciali e valorizzando chi lavora sul territorio.

Erga Omnes nei Consorzi: FIVI chiede al ministro che la legge venga rispettata

Attraverso una lettera indirizzata al Ministro Martina la FIVI chiede che venga rispettato l’obbligo per i Consorzi che si avvalgono dell’erga omnes di fornire una rendicontazione separata per le azioni di promozione della Denominazione

I Consorzi di Tutela dei vini a Denominazione d’Origine, in base alla legge in vigore, possono infatti richiedere contributi a chi rivendica la Denominazione, anche se non soci, per finanziare le proprie attività. Questo a condizione che gli associati siano almeno il 40% dei produttori e che producano almeno il 66% del vino certificato.

La legge però prevede anche che le voci di spesa di cui si chiede contribuzione ai non soci debbano avere un bilancio separato. Molte delegazioni FIVI locali hanno segnalato che i Consorzi stanno inviando richieste di contribuzione ai non soci. Questo senza specificare né dare visibilità a quali azioni intraprese tali contributi si riferiscano.

Testo Unico del vino: FIVI soddisfatta a metà

La FIVI è soddisfatta solo in parte per l’approvazione del Testo Unico del Vino. Sono queste le prime reazioni della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti all’approvazione in Commissione Agricoltura della Camera del nuovo Testo Unico sulla viticoltura e la produzione del vino, che è quindi diventato legge.

Già nel 2012 la FIVI aveva consegnato all’allora Ministro Catania un dossier per la riduzione della burocrazia nel settore vitivinicolo. Lo studio, redatto in collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, metteva in evidenza le criticità della legislazione italiana e proponeva le soluzioni per risolverle. È viva quindi la soddisfazione nel vedere alcune delle richieste della FIVI rientrare nel nuovo Testo Unico, come l’istituto della diffida e il Registro Unico dei Controlli, che crea un raccordo tra le diverse autorità che operano nel sistema dei controlli, in modo da evitare visite doppie nella stessa cantina.

FIVI: il meccanismo di voto nei Consorzi di Tutela va rivisto

Rivedere il modello di attribuzione del diritto di voto all'interno dei consorzi di tutela. È quello che chiede la FIVI, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, attraverso una lettera inviata al ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Maurizio Martina.

La proposta della FIVI è di prevedere che i voti in assemblea spettino in misura fissa, per il 30% alla produzione delle uve, per il 30% alla trasformazione delle uve e per il 30% all'imbottigliamento. Il restante 10% sarebbe distribuito in base ai volumi prodotti nell'anno vendemmiale precedente dai soggetti rientranti in una o più delle tre categorie sopra citate. Per garantire che il bilanciamento sia efficace la FIVI propone inoltre che i produttori che conferiscono alle cantine cooperative mantengano i voti connessi alla produzione di uva, per lasciare alle cooperative i voti derivanti dalla trasformazione e dall'imbottigliamento. Le cooperative potrebbero in ogni caso raccogliere le deleghe dai singoli soci per l'attività di produzione, ma tali deleghe dovrebbero essere rinnovate a ogni singola assemblea. La proposta è che ogni Consorzio di Tutela deliberi in merito al numero di deleghe massime che ciascun consorziato potrà portare in Assemblea, con un massimo di dieci. Questa misura andrebbe a riequilibrare il peso all'interno dei consorzi, dove oggi quello che dovrebbe essere un esercizio associato del voto, si trasforma in realtà nella golden share di un presidente o un direttore di cooperativa.

Vignaioli indipendenti: gli ingredienti in etichetta sono un inutile aggravio

La lista degli ingredienti e i valori nutrizionali nelle etichette del vino sono inutili e portano solo ad un aggravio di costi per i produttori. Ne è convinta la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) che nell’ambito della CEVI (Confederazione Europea Vignaioli Indipendenti) si è dichiarata contraria alla possibile modifica della legislatura europea in termini di etichettatura del vino.

Il presidente della CEVI, il francesce Thomas Montagne, ha pertanto inviato una lettera al Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis, per ribadire con forza le ragioni della contrarietà dell'associazione che riunisce i Vignaioli Indipendenti di tutta Europa, tra cui appunto la FIVI.

La CEVI ritiene che il settore del vino sia già dotato di una legislazione esaustiva e molto precisa, oltre che rigida. Per questo il consumatore è già ampiamente tutelato, oltre che essere poco interessato alla parte nutrizionale di una bevanda che ritiene fonte di piacere, oltre che prodotto di una cultura più che di una ricetta.

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