
Siamo consapevoli dei problemi che affrontano ogni anno i Vignaioli, determinati a valorizzare i propri territori, a conservarli, impegnati quotidianamente in un attività tra le più belle ma anche faticose che richiedono enormi sforzi sia mentali che fisici, attenti a trasformare le proprie uve conservando il più possibile l’espressione del terroir e poi a vendere il vino così prodotto convincendo i mercati del valore del proprio lavoro, sempre sottomessi a giudizio; della stampa di settore, dei partner commerciali, del consumatore.
In questo quadro impegnativo si inserisce la burocrazia, richiedendo sempre più documenti e dichiarazioni, perlopiù inutili, talvolta torturando con la protervia di funzionari ignoranti e incompetenti la pazienza e la buona volontà del Vignaiolo.
Così abbiamo deciso di smettere di lamentarci e di creare un documento di proposte che presenteremo alle Istituzioni, perché come è espresso nel nostro statuto non intendiamo contrapporci ma operare all’interno delle istituzioni, informandole e collaborando.
Questo documento è stato elaborato presentato il 3 dicembre 2011 nel corso della tavola rotonda “Identità e ruolo del Vignaiolo nello scenario della globalizzazione” che si è tenuta nel corso della prima edizione del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti a Piacenza. Vi chiediamo di appropriarvene, consultarlo e distribuirlo: in questa fase desideriamo raccogliere opinioni e stimolare un dibattito prima di presentarlo nelle opportune sedi.
La Fivi dovrebbe agire su tre distinti fronti:
1) Legislativo con la redazione in un Testo Unico Agricolo, che permetta di unificare in un unico testo la complicata e cospicua legislazione riguardante il Vignaiolo e quindi l’azienda agricola. Il Testo Unico richiede tempi lunghi e alleanze con tutte le forze in campo e soprattutto competenze legislative molto specifiche.
2) Intervento su “Circolari e/o Direttive” da parte di Ministeri ed Enti preposti al “Controllo”, esempio: Ex Ufficio Repressione Frodi, Nas, Asl, Mipaf, a altri. Questo intervento richiede meno tempo poiché non necessita passare per tutto l’iter legislativo (commissioni, camera, senato, ecc. ecc.) ma di agire direttamente in linea diretta con i vari Direttori Generali degli Enti. Infatti le Circolari e Direttive hanno un efficacia immediata anche se non risolvono i problemi alla radice.
3) Sensibilizzazione. Durante le fasi di cui al punto 1) e 2) la Fivi dovrebbe già divulgare a mezzo Soci Fivi e mezzo stampa le problematiche che l’affliggono, riportando anche le esperienze personali dei vignaioli rappresentative della sperequazione legislativa a cui sottostanno.
Problemi Generali
1. Si necessita di stabilire due scaglioni per esenzione adempimenti decrescente a 1000 hl e 4000 hl poiché sono due limiti già presenti nella legislazione. Il primo nella normativa accise e l’altro è un limite fissato da alcune Regioni per l’utilizzo in campo di vinacce.
2. Troppi Enti che assillano il vignaiolo su controlli formali senza essere efficaci su quelli sostanziali. In questo modo non fanno gli interessi dei consumatori (poiché le frodi non vengono perseguite) e appesantiscono e rallentano l’apparato economico.
3. Troppi controlli senza proporzionalità alle quantità ed ai rischi produttivi. Un’azienda da 70.000 bottiglie che subisce 10 controlli all’anno dovrebbe significare che chi ne produce 700.000 dovrebbe riceverne 100. Non è affatto così.
4. Interpretazione talvolta selvaggia e fine a se stessa delle norme da parte dei preposti, con enormi difformità da regione a regione e da azienda ad azienda.
5. Scarsa aderenza alla realtà e mancanza di buon senso in presenza di un rischio statistico per la salute del consumatore molto basso. Soprattutto nel caso dei vignaioli che controllano la filiera integralmente.
6. Non economicità dei controlli burocratici formali, poiché i costi dei controlli superano enormemente i benefici reali per i contribuenti.
7. Che cessi la presunzione di colpevolezza e che avvenga la presunzione di innocenza.
8. Evitare che si proceda a chiudere stabilimenti e sequestrare partite di vini, salvo che non siano dannosi alla salute del consumatore o in presenza di frodi alimentari, senza aver dato la possibilità di riparare all’errore in un tempo ragionevole.
9. Che vengano stabilite delle date di durabilità improrogabili della legge in almeno 15 anni; Per evitare i costi dei continui aggiornamenti alle modifiche.
Soluzioni Generali
1. Delega Unica nei confronti di un solo Ente (vista la competenza, preferibile l’ex Repressione frodi).
2. Creazione di un Manuale/Prontuario/Check list che finalmente tolga il vignaiolo, dal dubbio interpretativo della complicatissima normativa, redatto e concordato dai Vignaioli e l’Unico Ente Ispettivo. Deve essere una sintesi per punti degli obblighi legislativi.
3. In alternativa all’unico Ente di controllo, proponiamo di assoggettarci ad un autocontrollo attraverso un Ente di Certificazione sulla base del manuale concordato con l’Ente Ispettivo.
4. Programmazione dei controlli calendarizzati e preinformati per le formalità.
5. Gli Enti proposti ai controlli devono attingere per tutti i documenti dal Fascicolo Unico.
6. Istituzione del Registro Unico Nazionale dei Controlli che dovrà essere aggiornato dagli Enti Stessi, dove dovranno annotare i controlli effettuati. Onde evitare ripetizioni nell’arco di brevi periodi.
7. Istituzione del Registro Aziendale dei Controlli. In questo registro (da tenersi in azienda) gli ispettori saranno obbligati a scrivere tutti i controlli effettuati, documentazione richiesta e risultati ottenuti. Divieto pertanto per gli Ispettori di eseguire nuovamente controlli laddove non ci siano difformità.
Soluzioni dettaglio: Vigna
1. Liberalizzazione completa delle varietà intraspecifiche.
2. Patentino per l’utilizzo dei parassitari solo per i responsabili aziendali e riconoscimento del titolo di studio, esenzione per i vignaioli che non utilizzano prodotti di I e II classe. Rinnovo ogni 6-10 anni.
3. Accettazione e/o liberalizzazione delle selezioni massali aziendali. Possibilità di scambio tra vignaioli.
4. Ulteriore semplificazione e fruibilità dei voucher vendemmia e lavoro generale.
5. Possibilità di conservazione e moltiplicazione varietà rare non autorizzate senza burocrazia.
6. Presa di posizione efficace sulla L.2009/128 agroambiente.
7. Abolizioni delle analisi del terreno per i vignaioli.
Soluzioni dettaglio: Cantina
1. Il produttore che non acquista uva compila il registro di vinificazione al momento della compilazione della dichiarazione di produzione per tutte le DO.
2. La vinaccia è un sottoprodotto della vinificazione e come tale lo spargimento è libero e non assoggettato ai regolamenti sui rifiuti (nel caso non si acquisti uva).
3. Abolizione delle planimetria di cantina all’ex URF. Avendo trenta giorni di tempo il controllo si vanifica.
4. L’aggiunta della So2 non è controllabile, pertanto si richiede l’abolizione della registrazione dell’uso dell’So2 nei registri e l’abolizione dei registri della So2.
5. Il registro di commercializzazione è un duplicato dei documenti di vendita, registro di vinificazione e imbottigliamento. Quindi inutile poiché in ogni momento è possibile ricostruire la natura delle giacenze.
6. La dichiarazione di concentrazione a freddo per ovvi motivi logistici non può essere presentata in anticipo.
7. Legge 20/02/06, n.82, Collavini: esenzione totale dal divieto di detenzione alcoli e zuccheri e co2 per i locali adiacenti. Inoltre stabilire una quantità minima consentita anche in Cantina. Abolizione della dicitura <<da usare esclusivamente per l’igiene della cantina>> per i prodotti detergenti. Basta l’etichetta del fabbricante.
8. Abolizione delle date di inizio e fine vendemmia e fermentazione perché anacronistiche.
9. Abolizione della taratura dei recipienti per i vignaioli.
10. Utilizzazione dell’mcr/mosto concentrato senza dichiarazione preventiva, ma limitato a 0,5 gradi alcolici
11. Protocollo Usl/Asl. Studiato in base all’esperienza Toscana (Piscolla).
Soluzioni dettaglio: Imbottigliamento
1. Approvazione preventiva delle etichette da parte dell’ex Ufficio Repressione Frodi – Direzione Nazionale per avere una interpretazione univoca e paritetica e definitiva per tutti i vignaioli nazionali.
2. Esentare da sanzioni sulla errata presentazione, denominazione dei vini, quei piccoli quantitativi detenuti in Cantina. Si tratta delle bottiglie con etichettatura errata dovuta ad errori formali di imbottigliamento, bottiglie etichettate ma senza capsula e/o con tappi senza l’Icrf. Tutte queste bottiglie andrebbero per (l’attuale) legge messe insieme e sul bancale indicato con apposito cartello che trattasi di vino non in vendita/non atto alla vendita.
3. Tracciabilità. Lotto unico per prodotto o partita omogenea.
4. Iscrizione Elenco dei Tecnici/Esperti degustatori vini DO. L’esperienza dei vignaioli deve essere equiparata al titolo di studio per poter essere ammessi all’Albo.
5. Ai fini fiscali consentire di poter utilizzare una % di bottiglie come campionatura gratuita (vedi fiere, ecc. ecc.) fuori da regime Iva senza bisogno di stampigliare la frase….”Campione gratuito non atto alla vendita Dpr..ecc. ecc. “.
6. Limite “semplificazione Sistema Accise” legato anche ad un quantitativo di vino in spedizione per privati (120 bottiglie?).
7. Presentazione modello intra da trimestrale ad annuale per vignaioli più piccoli (meno di 1000hl come per doco?) e semplificazione programmi telematici.
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