Torniamo dal CdA della CEVI, grande ospitalità delle nostre associazioni provinciali di Trento e Bolzano, la mattina presso l’Istituto di San Michele all’Adige e visite alle aziende dei vignaioli altoatesini e trentini nel pomeriggio.
A parte la splendida ospitalità torno con due sentimenti contrastanti, da una parte la gioia di far parte di questo gruppo, un gruppo di vignaioli di diversa nazionalità; francesi, italiani, ungheresi, sloveni, del Lussemburgo, svizzeri, fino al lontano Quebec, diverse origini; contadine, aristocratiche, borghesi, diversa cultura, diversa dimensione; aziende da 5 a 120 ettari. Eppure lo stesso entusiasmo, una grande condivisione, ogni decisione presa all’unanimità e mai nessuna contestazione di quanto fatto. Dall’altra parte il quadro della situazione europea presentato con grande professionalità da Maud Plener, la nostra segretaria alla CEVI è inquietante: con il magro bilancio della CEVI, poco più di 60.000 euro, buona parte dei quali sono generosamente messi a disposizione dai cugini francesi, Maud affronta le organizzazioni della cooperazione e del commercio del vino, più vecchie e molto meglio strutturate, con bilanci almeno dieci volte più grandi del nostro. Ma non basta i veri problemi da affrontare vengono dalla pesantissima BUROCRAZIA europea.
Alcuni esempi:
- Accise, La UE ha commissionato uno studio ad un ente inglese che si occupa di finanza, risposta occorre adeguare le Accise retroattivamente all’inflazione con aumenti fino a 140%!!!!
- Trattori, la UE ha chiesto ai costruttori di macchine agricole di ridurre le emissioni di CO2, i costruttori affermano che per i piccoli trattori questo non è possibile. Proposta: obbligare tutti i vignaioli a ristrutturare i vigneti rendendoli idonei al passaggio di trattrici più grandi.
- Zolfanelli, ogni X anni scadono le autorizzazioni all’uso dei vari prodotti, come è stato il caso dello zolfo come igienizzante dei fusti di cantina e prima di esso del solfato di Rame per i vigneti, l’autorizzazione va rinnovata dai produttori delle materie prime, la presentazione di un dossier costa almeno 500.000 euro, costi diretti per la compilazione più la fatturazione da parte dei 26 Stati Membri del costo per analizzare il dossier. In Francia e in Italia il fatturato della vendita di zolfanelli non supera i 400.000 euro. Risultato nessuno presenta tale dossier.
Potrei continuare ancora ma sarebbe demoralizzante. Su ognuno di questi temi la CEVI si impegna con le sue poche risorse con grande determinazione, talvolta coinvolgendo le altre organizzazione che rappresentano la filiera, altre volte cercando di limitarne l’influenza, se nefasta per gli interessi dei vignaioli. A livello politico è proprio nel nome il nostro limite, quell’Indipendenti non piace a nessun partito politico, l’azione dei sindacati era in effetti più forte quando fungevano da segreterie politiche, ma proprio l’Indipendenza è il nostro valore imprescindibile.
Certo dopo un tale quadro viene da pensare: “Ma ne vale la pena? Che possibilità abbiamo?” Perché non concentrarsi sul proprio lavoro lasciandoci trasportare dalla corrente, felici dell’ormai poco tempo che possiamo trascorrere nei nostri vigneti, oberati come siamo dalle “carte”.
In effetti non possiamo più isolarci, non c’è più un angolo del pianeta dove non veniamo raggiunti dall’incipiente burocrazia, dall’inutile protervia degli ispettori, dall’assurdità delle norme pensate a tavolino. Dobbiamo impegnarci, Dobbiamo farlo tutti senza lasciar correre mai, affrontando a cuore sereno, con educazione e correttezza ma determinati nei propri propositi. VOGLIAMO FARE I VIGNAIOLI! Non siamo criminali, non siamo truffatori, ma siamo gli scultori del territorio, siamo il sostegno delle piccole economie locali, siamo il prestigio dei nostri paesi all’estero e all’interno SIAMO VIGNAIOLI INDIPENDENTI!
Il segretario
Francesco Saverio Petrilli


